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CLUB ALPINO ITALIANO
SEZIONE E SOTTOSEZIONI DI BERGAMO
SEZIONE DI BERGAMO "Antonio Locatelli"
Via Pizzo della Presolana, 15 - 24125 BERGAMO
tel. 035.41.75.475 - fax 035.4175480
E-mail: segreteria@caibergamo.it web: www.caibergamo.it
OROBIE, LA PASSIONE RADDOPPIA
E' on line il nuovo sito www.orobie.it
Le grandi creste Mercoledì 23 Magio ore 20,30 al Palamonti Racconti di Yuri Parimbelli, Marco Anghileri, Mario Curnis e Paolo Valoti Orobie e le «Scale del cielo» viste dall'elicottero assieme a Simone Moro |
SENTIERI CREATIVI: AL VIA LA SECONDA EDIZIONE Comune di Bergamo e CAI promuovono l’incontro tra la montagna e i giovani artisti È aperto il bando per presentare la propria candidatura alla seconda edizione del progetto “Sentieri Creativi”, a cura dell’Assessorato all’Istruzione, Sport, Tempo Libero e Politiche Giovanili del Comune di Bergamo in partnership con il CAI-Club Alpino Italiano, Sezione di Bergamo, in collaborazione con l’Accademia Carrara di Belle Arti di Bergamo e con il sostegno de “L’Eco di Bergamo” e “Orobie”. “Sentieri Creativi” è un progetto innovativo, frutto della collaborazione iniziata lo scorso anno tra Comune di Bergamo e CAI, formalizzata con un apposito protocollo d’intesa siglato nel 2010, che mira alla realizzazione di iniziative specifiche, capaci di coniugare l’amore e la conoscenza del patrimonio montano bergamasco, i valori formativi che alla pratica della montagna sono legati e alcune delle caratteristiche che contraddistinguono le giovani generazioni: la freschezza di linguaggio, l’originalità, la creatività. “Sentieri Creativi” si pone dunque l’ambizioso obiettivo di realizzare un connubio tra giovani artisti e montagna con progetti artistici realizzati direttamente in quota, lungo i sentieri e all’interno dei rifugi delle Orobie bergamasche. Il bando è infatti rivolto a giovani artisti e creativi (singoli o gruppi compresi tra i 16 e i 30 anni) e richiede la predisposizione di progetti artistici che saranno realizzati in montagna, lungo il “Sentiero delle Orobie” o lungo i sentieri di accesso ai singoli rifugi, o all’interno degli stessi. Novità importante dell’edizione 2012 del progetto, che mantiene invariata la sua formula di base, è il fatto che possono presentare la propria candidatura anche giovani curatori under 35, interessati a seguire il progetto e i suoi diversi allestimenti. Sono previste due distinte tipologie di progetti, entrambe a tema libero: - le installazioni site specific, pensate per l’esterno - le mostre – o singole opere – d’arte figurativa (che potranno trovare collocazione anche all’interno dei rifugi) Una commissione mista composta da due rappresentanti del Comune di Bergamo, due rappresentanti del CAI e un docente dell’Accademia Carrara di Belle Arti di Bergamo procederà alla selezione dei progetti, sino ad un massimo di 12, valorizzando i progetti che avranno maggiormente saputo connettersi a tematiche legate alla montagna. Le installazioni e le mostre selezionate saranno realizzate nel cuore della stagione estiva, da luglio a settembre, creando sulle Orobie bergamasche un percorso che costituirà un ulteriore elemento di interesse per gli appassionati di arte e di trekking. A tutti i proponenti dei progetti selezionati, e realizzati, sarà corrisposto: - un buono spesa da 100 euro da utilizzare per l’acquisto di libri, materiale artistico o sportivo (attrezzatura e abbigliamento da montagna); - un fine settimana per due persone con trattamento di mezza pensione, da scegliere in uno dei Rifugi CAI di Bergamo; - un abbonamento stagionale di ingresso alla palestra di arrampicata al Palamonti oppure, in alternativa, lo sconto del 50% su uno dei corsi organizzati dal CAI di Bergamo; - un abbonamento annuale alla rivista 'Le Alpi Orobiche', notiziario sezionale del CAI di Bergamo. Per i curatori selezionati – fino ad un massimo di due – è invece previsto un rimborso spese forfettario di € 500 cadauno. Come presentare i progetti La candidatura dovrà pervenire entro il giorno 4 maggio 2012 alle ore 17.00 presso il Polapoint dello Spazio Polaresco (via del Polaresco, 15 – 24129 Bergamo), aperto dal lunedì al venerdì dalle 10.00 alle 12.00 e dalle 16.00 alle 18.00. La documentazione dovrà essere inserita in una busta chiusa non trasparente recante la dicitura “SENTIERI CREATIVI” e il nome del candidato. Il bando è pubblicato sul sito www.giovani.bg.it Per eventuali informazioni mbaronchelli@comune.bg.it 035-399656 |
Escursionisti salvi, ma troppi rischiDue ragazzi lecchesi dispersi sulla Presolana a 2.500 metri di quota, recuperati in piena notte.Il Soccorso alpino : «Tanta superficialità, messa a repentaglio la loro vita e quella dei volontari».(Katiuscia Manenti, L'ECO DI BERGAMO - Martedì 15 Novembre 2011) Hanno riabbracciato i familiari alle 3,15 nella sede del Soccorso alpino di Clusone, dopo una lenta discesa dalla vetta centrale del massiccio della Presolana. Andrea De Marco e Roberto Micciché, i due escursionisti di Cassago Brianza (Lecco), 22 e 23 anni, che domenica si sono persi sulle nostre montagne sono stati recuperati sani e salvi, anche se un po' infreddoliti. La chiamata al 118 I due sono arrivati sabato al bivacco Città di Clusone, dove hanno passato la notte. Alle 9 di domenica sono partiti pensando di arrivare e tornare nel giro di 8 ore. Ma per loro era la prima volta in Presolana e si sono persi: sono riusciti a raggiungere la cima soltanto alle 18. A quel punto hanno chiamato il 118, che ha messo in moto la macchina dei soccorsi. «Siamo riusciti a parlare con loro solo due volte, brevemente, perché il cellulare non prendeva – spiega Renato Ronzoni, responsabile della IV delegazione Orobica del Soccorso alpino –. Ho mandato anche degli sms a cui non hanno risposto. Abbiamo pensato anche ad uno scherzo, perché purtroppo a volte succede. Ma le squadre sono partite, perché in questi casi è indispensabile muoversi immediatamente. Abbiamo detto ai due escursionisti di restare attaccati alla croce e di non muoversi, perché nelle vicinanze non c'erano bivacchi per passare la notte». Sono state attivate tre squadre formate da tre persone ciascuna: la prima è salita dal canale Bendotti per recuperare i dispersi, la seconda si è fermata alla malga Cassinelli con una jeep e la terza è rimasta in centrale a Clusone per gestire i collegamenti radio. «Soccorso rischioso» «Tre tecnici alpinisti sono saliti dal canale Bendotti, che è molto ripido e di solito pieno di neve e ghiaccio – continua Ronzoni –. A quell'ora era buio fitto e che l'intervento è stato molto rischioso: abbiamo messo a repentaglio l'incolumità dei nostri volontari. Alle 22 circa li hanno raggiunti in vetta, a quota 2.500, dove c'erano quattro gradi sottozero, e hanno cominciato a scendere con le corde. All'1,30 il gruppo è arrivato in fondo al canale e ha cominciato a percorrere il sentiero che costeggia la base della Presolana. Abbiamo mandato una squadra a recuperare l'attrezzatura e verso le 2,30 sono arrivati tutti al campo base della malga Cassinelli. I ragazzi hanno recuperato l'auto che avevano lasciato al passo della Presolana e alle 3,15 sono arrivati alla nostra sede di Clusone, dove hanno incontrato i familiari». Troppa superficialità Il lieto fine domenica c'è stato, ma il comportamento dei due lecchesi ha messo a rischio la loro vita e quella dei soccorritori: «Per tutta l'estate abbiamo effettuato interventi di soccorso dovuti alla superficialità con cui si affronta la montagna – conclude Ronzoni –. Non si può affrontare un'escursione senza l'attrezzatura adeguata, senza conoscere il posto, senza informarsi prima sulla presenza di un bivacco per la notte. Finora non ci sono state situazioni tragiche, ma non so fino a quando queste persone potranno avere fortuna». L'AreuOgni uscita dell'elicottero ci costa 5 mila euroI due ragazzi dispersi sulla Presolana hanno mobilitato tre squadre del Soccorso alpino (tutti volontari), l'elicottero del 118, pompieri e carabinieri: tutto per la superficialità con cui hanno affrontato una montagna che non conoscevano. Viene spontaneo chiedersi quanto il loro comportamento sia costato alla collettività: difficile però quantificare la spesa che comprende il costo del personale, le attrezzature, i veicoli. Qualche numero ce lo fornisce l'Areu, l'Azienda regionale per le emergenze e le urgenze della Lombardia. «Possiamo quantificare intorno ai 5 mila euro i costi per un'uscita di 45 minuti dell'elisoccorso – spiega Oliviero Valoti, responsabile del 118 di Bergamo – che comprendono il volo (1.300 euro all'ora), il canone fisso e il personale, composto da pilota, copilota, medico, infermiere e tecnico del Soccorso alpino» . Allo studio c'è l'ipotesi di un ticket per le uscite «improprie» dell'eliambulanza: «Ma è molto difficile individuare un criterio per cui far pagare o meno l'intervento. Pensiamo a una persona soccorsa per infarto perché ha fumato per anni due pacchetti di sigarette al giorno: anche in questo caso il suo comportamento è stato rischioso. Dovremmo fargli pagare l'elicottero?» . L'Areu inoltre rimborsa al Soccorso alpino i costi relativi all'organizzazione del volontariato, le spese dei tecnici di supporto all'elisoccorso e i progetti di sviluppo per il miglioramento del servizio. ----- 0 ----- Per una cultura della prevenzione, educazione e sicurezza in Montagna Ogni definizione dell'alpinismo è forzatamente fragile e incompleta: avventura, scoperta, sport, divertimento, conquista, superamento di se stessi. Nessuno, in realtà, è mai stato in grado di darne una che possa essere valida per tutti, poiché l'alpinismo nasce dal bisogno sempre acceso di libertà nella fatica tra le rocce, di responsabilità nelle scelte della salita e di gratuità negli sforzi 'a fil dei cieli'. Lassù sull e vett e nascono le feconde forze del corpo, soddisfazioni del cuore e profondità dello spirito umano, insieme alla volontà di scendere al piano per restituire riconoscenza, condivisione e solidarietà verso tutti. L'alpinismo non è soltanto una manifestazione sportiva, atletica e tecnica. E' qualcosa di più. Un caleidoscopio di sensazioni, una ricchezza spirituale che le parole non riescono ad esprimere compiutamente. “L'Alpinismo …se si vuol chiamarlo sport, è certo lo sport più nobile di tutti. Non ci sono premi ne compensi in denaro, non c'è folla che applaude, non c'è il giro con il mazzo di fiori dopo la vittoria. La gioia è il loro unico premio: quella straordinaria felicità che si prova sulle cime e che nessuno saprà mai descrivere. (Dino Buzzati, Il Corriere della sera, 1932)”. L'alpinismo è una attività in continua evoluzione, quindi una ricerca di nuove esperienze, nuovi sogni, nuove meraviglie, nuove emozioni: il tutto ancorato alla fondamentale cultura della sicurezza. E' anche una riscoperta di antichi valori, di testimonianze di civiltà, comunità, donne, uomini e vicende unite strettamente alla montagna e alla sua storia plurisecolare. L'andare in montagna non deve essere fine a se stesso, ma deve costituire un momento di promozione umana, culturale e educativa per tutti, anche per aiutarci a superare con maggiore equilibrio i momenti di difficoltà che inevitabilmente fanno parte della nostra vita quotidiana. In montagna c'è posto per tutti e in ogni stagione, purché la si rispetti con adeguata preparazione, consapevolezza e prudenza: per i "decimogradisti" che compiono audaci imprese su pareti di roccia e di ghiaccio, e per gli escursionisti che camminano tra i pascoli, boschi e rifugi, lentamente, quasi al passo delle montagne. Andare in montagna in sicurezza Dieci regole fondamentali
(da ‘In montagna con noi in sicurezza e simpatia”, edito dal Club Alpino Italiano nel 1992) Quando chiamare il soccorso Senza dimenticare che ogni intervento costituisce un dispendio di energie, risorse economiche e spesso mette in situazione di pericolo i soccorritori , il CNSAS va sempre allertato quando si ritiene che, per incidenti od altro, sia seriamente compromessa l'incolumità delle persone coinvolte. Va sempre più diffondendosi la falsa cultura che qualcun altro deve garantirci la sicurezza ovunque e che, in caso di difficoltà, ci sarà sempre qualcuno che ci tirerà fuori dai guai . Non è sempre così ed in montagna, così come in tante altre situazioni, ad esempio in caso di condizioni meteorologiche avverse, le squadre di soccorso possono impiegare anche parecchio tempo prima d'intervenire. Quindi, è sempre bene disporre di conoscenze, esperienze ed attrezzature necessarie per predisporre un'utile azione di autosoccorso. Come chiamare il soccorso alpino
In caso di necessità la chiamata al SOCCORSO ALPINO deve avvenire attraversi il numero unico del Servizio Sanitario di Urgenza ed Emergenza 118 comunicando quanto segue: 1. Da dove sta chiamando (SPECIFICARE ALL'OPERATORE CHE CI SI TROVA IN MONTAGNA). 2. Fornire subito il numero del telefono da cui si sta chiamando (se la chiamata dovesse interrompersi è importante che il telefono venga lasciato libero per consentire alla Centrale Operativa di richiamare). 3. Fornire l'esatta località dove è ubicata l'area da cui si sta chiamando (Comune, Provincia od in ogni caso un riferimento importante di ricerca rilevabile sulla cartina). 4. Se in possesso di altimetro, (tarato prima di partire) fornire la quota del luogo dell'evento. 5. Fornire indicazioni di cosa è visibile dall'alto (pendio, bosco, cima, rifugio, ecc..). 6. Dire cosa è successo: (lasciarsi in ogni caso intervistare dall'operatore di centrale che avrà necessità di conoscere, per un buona valutazione sanitaria, la dinamica dell'incidente). 7. Dire quando è successo (la precisa identificazione dell'ora dell'evento può far scattare diverse procedure – come ad esempio la gestione via telefonica di una rianimazione cardio-polmonare). 8. Dire quante persone sono state coinvolte nell'evento. 9. Fornire le proprie generalità (questa informazione fa perdere solo alcuni secondi all'emergenza ma è molto importante). 10. Stabilire con certezza se la persona coinvolta ha difficoltà respiratorie; se è cosciente; se perde molto sangue, ecc.: In ogni caso, lasciarsi intervistare dalle domande dell'operatore (normalmente l'intervento di soccorso è già scattato, ma le richieste successive servono per inquadrare con più precisione quanto potrà essere necessario all'équipe di soccorso fornendo loro i dati successivi via radio). 11. Informare correttamente sull'esatta posizione del ferito (se seduto, se disteso supino, se disteso prono, se appeso, ecc.). (da “Sicuri in montagna”, un progetto per la prevenzione del Corpo Nazionale Soccorso Alpino e Speleologico (CNSAS) del Club Alpino Italiano (CAI)) |
Universitas Studiorum Insubriae in collaborazione con INSTITUTE OF MOUNTAIN EMERGENCY MEDICINE Master Internazionale in Medicina di Montagna |
| La Commissione Tutela Ambiente Montano (TAM) è lieta di annunciare che sono aperte le iscrizioni al Corso per Conoscere e Tutelare la Natura delle Orobie Il Corso è così strutturato: mercoledì 5 ottobre Come leggere geologia e geomorfologia delle Orobie. L'evoluzione, naturale e antropica, del territorio montano bergamasco Sergio Chiesa – geologo (CNR IDPA) domenica 9 ottobre Escursione alla foresta demaniale di Castell'Orsetto in collaborazione con l' ERSAF giovedì 13 ottobre I minerali delle Orobie Germano Fretti (Gruppo Orobico Mineralogico) mercoledì 19 ottobre Flora e vegetazione della montagna bergamasca Luca Mangili (Flora Alpina Bergamasca) giovedì 27 ottobre La fauna delle Orobie. Ecco come convivono galliformi alpini e ungulati selvatici Luca Pelliccioli - faunista mercoledì 2 novembre L'acqua nelle Orobie. Problemi di gestione di una risorsa preziosa Provincia di Bergamo – dissesto idrogeologico e captazioni domenica 6 novembre Escursione in Val Nossana con la consulenza botanica e geologica di Orobievive mercoledì 9 novembre Il Turismo della montagna tra sostenibilità ambientale, culturale ed economica Andrea Macchiavelli (direttore CeSTIT -Università di Bergamo) mercoledì 16 novembre Il CAI e la TAM: indirizzi programmatici, attività, emergenze, “Terre Alte” e “Impegno sociale” Maria Tacchini e Claudio Malanchini (TAM) domenica 20 novembre Escursione alla scoperta dei SIC fuori porta – Valle del Giongo Consegna degli attestati di partecipazione al Corso e merenda ai Prati Parini in collaborazione con il Parco dei Colli di Bergamo Il corso si svolgerà presso il Palamonti in via Pizzo della Presolana 15 a Bergamo. Tutti gli incontri inizieranno alle ore 20.30 Il costo di iscrizione è di 40 € per i Soci e 50 € per i non Soci. Il corso è aperto a massimo 50 partecipanti Iscrizione obbligatoria entro il 30 settembre presso la Segreteria del CAI di Bergamo – via Presolana 15 – Tel. 035 4175475 Per informazioni rivolgersi a: tam@caibergamo.it – 3348843346 (Marcello) Con il patrocinio della Commissione Culturale della Sezione di Bergamo del CAI Con il patrocinio dell'ERSAF – Regione Lombardia Regione Lombardia Provincia di Bergamo Comune di Bergamo |
ISCRIVITI AL CAI .. DAI VITA ALLA TUA PASSIONE ED ALLA TUA ENERGIA
Per una cultura della prevenzione, educazione e sicurezza in montagna Alpinismo ...Perchè ? |
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l CAI di Bergamo informa che gli atti del Convegno Nazionale “SENTIERI DI SALUTE: LA MONTAGNA CHE CURA” , tenutosi al Palamonti nel novembre 2010, sono stati pubblicati in versione cartacea e elettronica. Ne è risultata un'opera molto ricca e densa di contenuti, che può costituire un utile strumento di formazione ed aggiornamento sia per gli operatori che per gli alpinisti e quanti sono interessati alla materia. SENTIERI DI SALUTE: LA MONTAGNA CHE CURA Atti del Convegno Nazionale Bergamo 12-13 Novembre 2010 Organizzato da: Az. Ospedaliera BOLOGNINI - Seriate (BG), C.A.I. Sez. BERGAMO, Coordinamento Gruppi Operativi Montagnaterapia A cura di: FIORELLA LANFRANCHI, ANTONELLA FRECCHIAMI, IRENE GENTILI Coordinamento editoriale: Fiorella Lanfranchi - Antonella Frecchiami Copertina Studio grafico: Giordano Santini |
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MUSEO NAZIONALE DELLA MONTAGNA CAI - TORINO MOSTRA Le Alpi e l'Unità nazionale Trasformazioni e mutamenti (20/04/2011 - 20/11/2011) La mostra ruota intorno alla nascita del Regno d'Italia nel 1861, momento esemplare di allineamento tra politica italiana e montagna, ma anche consacrazione della visione della cresta spartiacque, frontiera di patria, che crescerà fino alla Grande Guerra e si prolungherà oltre la Seconda Guerra Mondiale. Il percorso presenta, in apertura e nella prima grande sala, una focalizzazione sulla figura di Quintino Sella e dei suoi affiancatori, con i necessari riferimenti alla nascita del Club Alpino Italiano. Dopo il 1861 scalare le cime delle Alpi sottraendole alla supremazia britannica, equivaleva a sostituire il moschetto con la piccozza per “rifare” pacificamente l'Italia e gli italiani. Il Club Alpino Italiano venne fondato a Torino nel 1863 quando, due mesi dopo la prima ascensione al Monviso, Sella e una quarantina di colleghi approvarono lo statuto del CAI e votarono il primo consiglio di direzione. Tra loro c'erano anche alcuni deputati del Regno, segno dell'evidente continuità tra alpinismo e politica. Nelle salette successive sono analizzati i vari temi, messi a confronto. Per accedervi si attraversa la ricostruzione di un posto di confine sulle Alpi, un po' come dovettero fare i montanari per tornare a casa nel marzo del 1860, quando la Savoia, fino ad allora parte del Regno di Sardegna, venne annessa alla Francia. Si passa così al Monte Bianco, il tetto d'Europa, che da quel momento si trovò proprio sulla frontiera. La ricca iconografia, i volumi preziosi, le foto e gli oggetti lo descriveranno prima e dopo questo cambiamento. Così è anche per il Cervino, una vetta simbolo dell'affermazione dell'identità nazionale, sulla quale si svolse una vera e propria gara per la prima ascensione, riuscita nel 1865 all'inglese Whymper prima che all'italiano Carrel. Ma se era importante che le montagne fossero conquistate, lo era altrettanto che fossero attraversate da strade e ferrovie. Ecco il tema delle vie di comunicazione, un altro elemento cruciale per capire i cambiamenti portati sull'arco alpino dall'unità nazionale. Altrettanto rilevante fu il fenomeno turistico. Lo descriveranno soprattutto i manifesti con cui si pubblicizzavano le diverse possibilità di viaggio e di villeggiatura. Questo tragitto nel tempo e nei luoghi si interrompe con la Grande Guerra sulle Dolomiti, nel momento in cui le Alpi divennero il luogo del martirio per migliaia di uomini chiamati a difendere i confini del Paese. L'esposizione si chiude con un'installazione multimediale dedicata ai mutamenti delle frontiere alpina, fino a quella attuale. Su tutto il percorso sono visibili sequenze di film, che aiutano ad inquadrare e approfondire i temi trattati. Mostra realizzata con collezioni appartenenti al Museo Nazionale della Montagna e alla Biblioteca Nazionale CAI. |
| Assegna il Tuo 5 per mille
a favore del nostro Sodalizio 80004970168 è il codice fiscale che dovrai riportare nell’apposito riquadro del Modello integrativo CUD 2011, il Modello 730/1-bis, ovvero il Modello unico persone fisiche 2011 per assegnare il tuo 5 per mille alla “Sezione di Bergamo del Club Alpino Italiano – C.A.I. – Antonio Locatelli” e a tutte le SOTTOSEZIONI di Bergamo. La legge finanziaria ha previsto anche per l’anno 2011, la destinazione in base alla scelta del contribuente di una quota pari al 5 per mille dell’imposta sul reddito delle persone fisiche a finalità di sostegno del volontariato, delle associazioni non lucrative di utilità sociale, delle associazioni di promozione sociale e di altre fondazioni e associazioni riconosciute. Diffondi questa possibilità anche a tutti i Tuoi amici Soci e non Soci, al fine di incrementare il più possibile una nuova fonte di finanziamento per le diverse attività istituzionali di SEZIONE e SOTTOSEZIONI di BERGAMO del Club Alpino Italiano. |
Escursioni nella Bergamasca Una mappa per ogni esigenza Gli escursionisti e gli appassionati di montagna che vogliono scoprire le bellezze nascoste della nostra provincia hanno da oggi un mezzo in più. Si tratta della nuova “Cartografia turistico-escursionistica della Provincia di Bergamo” e si compone di 13 tavole in scala 1:25.000 che mappano l'intero territorio: sentieri, parchi, fontanili, piste ciclabili, monumenti, musei, vie storiche sono insieme per la prima volta dalle vette alla pianura. La nuova cartografia - presentata al Palamonti l'11 dicembre scorso in concomitanza con la “Giornata internazionale del la montagna” alla presenza dell'Assessore provinciale all'Ambiente e alla Tutela delle risorse naturali, Pietro Romanò, e del Presidente del CAI Bergamo, Paolo Valoti – è il risultato di un lavoro di squadra tra la Provincia di Bergamo (Servizi Ambiente e Turismo) e la sezione di Bergamo del Club Alpino Italiano. La sua realizzazione ha l'obiettivo di mettere a disposizione di tutti gli appassionati, escursionisti e turisti, un fondamentale, completo e dettagliato strumento d'informazioni per percorrere consapevolmente e in sicurezza il nostro territorio dalla pianura alle colline fino alle Alpi Orobie. Così, la nuova cartografia sarà anche un potente mezzo per diffondere la conoscenza e la promozione della terra bergamasca oltre i confini della provincia. Riccardo Marengoni della Commissione Sentieri del Cai ha sottolineato in particolare che si tratta di “un passo fondamentale che interessa circa 2 mila chilometri di sentieri: mentre finora la cartografia della Bergamasca era frammentata in una miriade di mappe difficili anche da reperire, ora disponiamo di un progetto omogeneo, in una scala dettagliata e facilmente recuperabile”. “Così sarà più facile promuovere il nostro territorio, ma anche impostare le basi per un programma di manutenzione e una cura più oculata di quest'enorme patrinomio” , ha aggiunto Eugenio Ferraris, dirigente del settore tutela risorse naturali della Provincia. Per acquistare le tredici mappe (20 €) rivolgersi alla sede del Cai di Bergamo, Palamonti in via Pizzo della Presolana, 15, tel 035.4175475, email segreteria@caibergamo . it. Il ricavato verrà destinato all'ampliamento e il miglioramento della cartografia orobica bergamasca. (di Giuseppe Dossi - BergamoUP) |
| CAI - BIBLIOTECA DELLA MONTAGNA Tutte le novità |
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I sentieri dell'Albenza crocevia di cultura. Presentata la nuova mappa Gli escursionisti e gli appassionati di montagna che vogliono scoprire Si tratta della nuova «Carta dei sentieri» della dorsale dell'Albenza. La nuova carta topografica della dorsale montuosa dell'Albenza, ovvero «I sentieri – spiega Marco Donadoni, assessore al Patrimonio di Almenno San Bartolomeo – sono stati percorsi e tracciati con moderni segnalatori Gps: è stata un'esperienza unica perché abbiamo avuto la sensazione di ripercorrere a ritroso la storia e le tradizioni dei nostri territori, riscoprendo sentieri e mulattiere, a volte abbandonati, ma ancora ricchi di un particolare fascino, che un tempo erano le uniche vie di collegamento tra i diversi paesi della valle».
In campo sei Comuni La «Carta dei sentieri», in scala 1:15.000, è stata realizzata da Ingenia Edizioni di Costa di Mezzate grazie alla sinergia tra i Comuni di Almenno San Bartolomeo, Barzana, Caprino Bergamasco, Palazzago, Pontida e Roncola San Bernardo, in collaborazione con le Pro loco. Quello fresco di stampa è il «Foglio 2» che continua la prima pubblicazione dello scorso agosto, sui sentieri di Costa, Torre de' Busi e Valcava. «Un'iniziativa fortemente voluta dalle Amministrazioni coinvolte – precisa Donadoni – e che è stato possibile realizzare solo grazie al grande aiuto di molti volontari, delle Pro loco e al coordinamento di Alessandro Calderoli del Cai di Bergamo e del Soccorso alpino della Valle Imagna».
Ma ne sono mappati 16 Il territorio preso in esame per la stesura della carta tocca ben 16 diversi Comuni, ma può essere considerato abbastanza omogeneo per storia, tradizioni e identità. «Il territorio – spiega Calderoli – si riallaccia a una comune matrice agricola e rurale propria dell'ambiente prealpino ed espressa fra l'altro nelle tipologie paesaggistiche e architettoniche comuni ai versanti Nord-Est della Valle Imagna e Sud-Ovest della Valle San Martino». «Esiste – continua Calderoli – una fitta rete di sentieri, oggi in parte ancora praticabili e mantenuti, in parte in progressivo degrado e abbandono. La valorizzazione delle caratteristiche paesaggistiche peculiari della zona, insieme all'incentivo a una sua maggiore frequentazione turistica ed escursionistica, possono prevedere anche la promozione delle conoscenze relative ai sentieri». Il prossimo obiettivo sarà quello di un terzo foglio che comprenderà il lato est della dorsale, ossia i comuni di Almenno San Salvatore, Strozza, Capizzone e Bedulita. C'è poi l'ipotesi di un quarto foglio che si potrebbe estendere da Berbenno, Selino fino alla costa di Pallio. (Gabriella Pellegrini - L'ECO DI BERGAMO) |
| CLUB ALPINO ITALIANO
CORPO NAZIONALE CLUB ALPINO ITALIANO SOCCORSO ALPINO E SPELEOLOGICO CAMPAGNA PERMANENTE PER LA PREVENZIONE DEGLI INCIDENTI IN MONTAGNA SICURI CON LA NEVE Il Gruppo di lavoro Sicuri in Montagna del Corpo Nazionale Soccorso Alpino e Speleologico del Club Alpino Italiano |
| AAA Cercasi volontari per curare e migliorare gli indispensabili RIFUGI alpinistici ed escursionistici della nostra Sezione
Nelle Alpi Orobie bergamasche sono presenti diversi rifugi alpinistici ed escursionistici, capanne sociali e bivacchi che ne facilitano, incoraggiano e valorizzano la frequentazione. Le Sezioni e le Sottosezioni di Bergamo del CAI da sempre contribuiscono, assieme ai Gestori autentici custodi del territorio montano, a mantenere, migliorare e promuovere l’uso di questi indispensabili presidi culturali, ambientali e di sicurezza nelle “Terre Alte” consentendo alla grande comunità di alpinisti, escursionisti e camminatori di trovare sempre accoglienza, ospitalità e convivialità nelle proprie strutture in quota. In particolare la Sezione di Bergamo mette al servizio di tutti i frequentatori delle belle Orobie dieci rifugi, “Angelo Gherardi”, “Alpe Corte”, “Laghi Gemelli”, “Fratelli Calvi”, “Fratelli Longo”, “Antonio Baroni alla Brunone”, “Coca”, “Antonio Curò”, “Luigi Albani” e “Nani Tagliaferri” che richiedono un impegno costante sia di manutenzione, ordinaria e straordinaria, che di necessario affiancamento ai Gestori nella soluzione dei problemi che sempre si pongono nella conduzione di strutture ricettive così severamente impegnate dalle condizioni operative, atmosferiche e ambientali. Tale assistenza è sostenuta grazie all’impegno dei Soci Volontari del CAI che, nella forma di Tecnico e/o Ispettore del Rifugio e coordinati nella Commissione Rifugi, attualmente presieduta da Claudio Zucchelli, con lavoro, intelligenza e passione contribuiscono a mantenere efficienti, confortevoli e accoglienti i nostri rifugi alpinistici ed escursionistici. Negli ultimi anni l’impegno è ulteriormente aumentato a seguito dell’estensione ai rifugi delle normative di sicurezza, antincendio, sanitaria e impiantistica tipiche di tutti gli esercizi pubblici, mentre l’evoluzione dei frequentatori dei rifugi ha portato all’esigenza di incrementare e perfezionare i servizi offerti in rifugio. Enti pubblici come Regione Lombardia, che si è dotata della legge sui rifugi del 3 febbraio 2009 n.2 ed ha approvato il nuovo Regolamento sui requisiti dei rifugi il 28 gennaio 2010, la Provincia e il Comune di Bergamo, le Comunità Montane, il Parco delle Orobie Bergamasche, e diverse Amministrazioni comunali hanno riconosciuto nel Club Alpino Italiano il partner più autorevole per realizzare progetti di sviluppo del territorio montano attraverso l’ammodernamento dei rifugi e il miglioramento delle loro capacità, tipicità e qualità ricettive, tramite interventi di manutenzione, conservazione e messa a norma in conformità ai nuovi dettati legislativi.
Per continuare a offrire rifugi ed esperienze di qualità a tutti gli appassionati CERCHIAMO NUOVI, MOTIVATI E DISPONIBILI SOCI VOLONTARI !!!
Per l’assistenza ai Rifugi ed ai Gestori cerchiamo essenzialmente due figure di Soci volontari: TECNICO e ISPETTORE. Il TECNICO si occupa dei problemi pratici di manutenzione, cura e modifica della struttura del rifugio, e gli è quindi richiesta una certa esperienza nelle pratiche edilizie e impiantistiche. L’ISPETTORE ha invece il compito, oltre a quello di verificare che la gestione del rifugio sia conforme a quanto stabilito dalle finalità e funzioni CAI, di affiancare il Gestore nella risoluzione delle problematiche di conduzione tipiche dei rifugi alpinistici ed escursionistici. Quindi….
FATTI AVANTI: TI ASPETTIAMO !!!
Per maggiori informazioni puoi contattare la Commissione Rifugi CAI di Bergamo alle email: chiara.zuc@tin.it (Claudio Zucchelli, Presidente Commissione Rifugi CAI Bergamo) ico1966@hotmail.com (Enrico Villa, Vicepresidente Commissione Rifugi CAI Bergamo) pietro.pasinetti@libero.it (Pietro Pasinetti, Segretario Commissione Rifugi CAI Bergamo) |
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| Un Club dove vivono grandi valori… 10.000 Soci e 10.000 Amici Ti aspettano !!! Unisciti alla nostra cordata, per raggiungere insieme grandi mete !!! È solo grazie all’iscrizione di tanti Amici come Te che il Club Alpino Italiano può crescere e trovare nuove energie per continuare nella missione di “…promuovere l’alpinismo in ogni sua manifestazione, la conoscenza e lo studio delle montagne, specialmente di quelle italiane, e la difesa del loro ambiente naturale” (Statuto Centrale, art. 1) CLUB ALPINO ITALIANO
ALBINO ALTA VALLE SERIANA ALZANO LOMBARDO
BRIGNANO GERA D'ADDAVia Carni c/o Scuole Elementari, 24053 Brignano Gera d'Adda (BG)apertura: mar. - ven. ore 21-22,30 – tel. 0363.383960
CISANO BERGAMASCO
GAZZANIGA
LEFFE
NEMBRO PONTE SAN PIETROVia Trento e Trieste 8/a, 24036 Ponte S. Pietro (BG)
TRESCORE VALCAVALLINA
URGNANOVia Moneta 17 (in P.za Libertà), 24059 Urgnano (BG)
VALGANDINO
VALLE DI SCALVE
VALLE IMAGNAPiazza Mercato 5, 24038 Sant'Omobono Terme (BG)apertura: mar. e ven. dalle ore 21.00 - tel. 035/852931
VALSERINAVia Palma il Vecchio 50, 24017 Serina (BG)apertura: sabato ore 20.30-22,30 – 0345.56502 VAPRIO D'ADDAVia Magenta 15, 20069 Vaprio d'Adda (MI)apertura: mar. e gio. dalle ore 21 - tel. 02/9094202
VILLA D'ALMÈvia Coriola (Fraz. Bruntino) 24018 Villa d'Almè (BG)apertura: mer. dalle ore 21 - tel. 339/1017261 – 338.1663857
ZOGNOVia Umberto I° 12, 24019 Zogno (BG)apertura: mar. e ven. ore 21-22 tel.333/5965538 GRUPPO CAI VALCALEPIOVia Borlino - 24064 Grumello del Monte (BG) GRUPPO CAI SARNICO |